Alcuni giorni fa leggendo un sonetto in romanesco nell'interessante blog del colto e molto versatile Mauro Piadi, mi è venuto istintivamente di tradurlo in dialetto toscano e ho pensato che sarebbe curioso vedere come lo stesso componimento potrebbe cambiare a seconda del linguaggio regionale di ognuno di noi. Per questo motivo invito tutti o chi ne ha voglia a tradurlo nel proprio dialetto nei commenti o meglio ancora nel proprio blog. Premere sul titolo per vedere la versione originale...
Tu se' hiara 'ome i cielo a primavera
Tu se' pura 'ome l’aria mattutina
Tu risplendi 'ome le stelle a tarda sera
Tu se' fresca 'ome l'erba 'olla brina.
Tu riscaldi 'ome i sole de l’estate
preziosa 'ome un fiore mai trovato
ribelle 'ome i fiume e le cascate.
Tu se' dorce 'ome un frutto zuccheraho
leggera 'ome un passero 'he vola
sei delihata 'ome seta pura;
soave 'ome profumo di viola
stupenda 'ome tutta la natura.
Io unno sò da me chi ti c'ha mandaho,
Ma fatte dire amore: io so’ rinaho!
Le persone importanti della nostra vita sono quasi sempre quelle con le quali ci ritroviamo insieme alla sera. Non c’è niente di meglio dopo una lunga giornata che ritrovarsi e raccogliersi con le persone care, e come punto di ritrovo in una casa sta diventando sempre più importante la cucina, poiché è nella cucina che vengono preparati gli aperitivi, le ricette e i piatti che saranno poi consumati in un sereno convivio a tavola, per trascorrere dei momenti rilassanti e spensierati dopo le rispettive fatiche quotidiane.
Per questo motivo nel corso degli ultimi anni l’arredamento cucine ha affrontato diversi cambiamenti, poiché se un tempo le cucine erano essenzialmente i regni delle buone massaie e delle casalinghe che preparavano il pasto del giusto ai mariti che tornavano dal lavoro e ai figli che rientravano da scuola, oggi è sempre più uno spazio della casa abitato indistintamente da tutti i componenti della famiglia, e anche un luogo ideale per ospitare amici e parenti fosse anche solo per il piacere di concedersi il gusto di un buon caffè insieme. Un altro fattore importante che ha contribuito alla trasformazione e all’adeguamento dell’arredamento per le cucine, è stato poi naturalmente il cambiamento di usi e costumi che ha affrontato la società durante gli ultimi decenni. Gli stessi maschi che un tempo erano ben lontani da pentole e fornelli, oggi vi si sono avvicinati sia perché in un nucleo familiare moderno si rende sempre più necessaria l’interazione e la reciprocità tra i ruoli dell’uomo e quelli della donna, sia perché è sempre piacevole e interessante sperimentare nuove ricette che possono essere ormai preparate da tutti i membri della famiglia.
Fatte queste osservazioni appare quindi evidente che all’interno di un’abitazione una cucina debba essere posta e collocata in maniera di dare un’immediata sensazione di calore e solidità, e in questo caso la decisione di scegliere delle cucine in muratura rappresenta senza ombra di dubbio quella che più si avvicina al senso di familiarità e raccoglimento che si intendono ricreare in tale ambiente. La cucina in muratura è la cucina classica per antonomasia, la cucina che riprende la tradizione ma che al contempo si apre alla modernità perché per la sua realizzazione si tengono in dovuta considerazione tutti gli elementi che in essa dovranno essere inseriti, e quindi viene sempre costruita in base alle misure dello spazio utile e alle esigenze di ogni singolo individuo della famiglia. Una cucina in muratura è fatta per durare perché è come una piccola abitazione nell’abitazione, un locale degno di essere vissuto con pienezza e partecipazione da tutti i familiari per dei momenti che non saranno mai dimenticati.
I tempi cambiano e con essi le usanze e le consuetudini, ma il desiderio di ritrovarsi a fine giornata con le persone care e amate in un ambiente domestico e familiare come la cucina, con i suoi invitanti aromi e le sue forme solide e confortanti, resisterà ancora per tantissimo tempo. Probabilmente per sempre.
A cura di Infoseps per Area Press Skynet srl
Se dovessi essere un soggetto della natura mi immagino come un ciuffo di tarassaco che ha come vicini di terra una sigaretta spiaccicata timbrata di rossetto e una lattina buttata là da qualcuno che non ha ancora capito che il mondo è casa sua. Oppure mi immagino come uno di quei gabbiani, di quei volatili costretti a volare tutta la vita sopra quegli scarichi industriali che scarabocchiano il cielo e lo rendono inutile di bellezza. Un uccello di Aberdeen in Scozia tanto per rendere l’idea. Avvicinandomi al mare, mi immagino come una di quelle stupende conchiglie che si intravedono mezze sepolte nella sabbia, quelle conchiglie che uno raccoglie come un tesoro ma che poi getta perché sono scheggiate o rotte. O scheggiate e rotte. Mi vedo inoltre come un falò, un fuoco pronto a scaldare ma più che altro a illuminare persone che gioiranno e faranno festa sicuri di vita, mentre io il giorno dopo sarò già spento. Alla fine però mi immagino come un delfino, sempre pronto a guizzare che il dintorno è tutto Oceano.
In Internet a volte si accelerano le relazioni sociali come al Cern le particelle atomiche. Nella realtà un ragazzo per attaccare bottone con una signorina si deve scolare 5 birre, in Rete invece la conosce al volo e subito valuta se ci sono gli estremi per combinarci qualcosa. Colui poi che in rete cerca ostinatamente e freneticamente contatti femminili per appagare i suoi arzilli ed effervescenti ormoni prende il nome di Morto di Fica e questo appellativo la dice lunga sulla sua personalità e la sua indole. Nell’ambiente virtuale così come nel reale, il morto di fica che in alcuni casi viene anche chiamato Sficatone, fa uno splendido pendant con la Rizzacazzi che se all’esterno è verosimilmente una dea irraggiungibile, una Venere evasa da un quadro di Botticelli, non di rado in Internet è una femmina normalissima che si diverte a far alzare pennacchi quà e là vuoi per insicurezza personale, vuoi per evidente superficialità, vuoi per manifesta insoddisfazione o vuoi ancora perché probabilmente non ha da fare un cazzo dalla mattina alla sera e quindi pensa bene di farlo alzare il gingillo altrui, alle più disparate latitudini possibili. Stabilito un legame e un’intesa di massima tra i due soggetti, essi si spostano spesso nel fatale MSN dove il MDF avrà a cuore di esporre previa apertura cam "la mercanzia", e la donzella dall’altra parte invece tituberà e avrà sempre la webcam rotta per i seguenti motivi:
a) E’ un cesso indescrivibile 50%
b) Ha veramente la webcam rotta 0%
c) E’ un uomo 50%
Marchiato a primo acchito per le sue inesauribile pulsioni erotiche, il morto di fica comunque a mio avviso non è il peggior abitante di Internet. Ce ne sono di peggiori che hanno il profilo tutto rose e fiori, ce ne sono di peggiori.
P.S: Lo potrei anche capire se qualcuno pensasse…”Oh come fa Hettori a sapere tutte queste cose?”.
Più di questo non si può fare e quindi Avanti marsh, altro giro, altra corsa, morto un Papa se ne fa un altro, chiusa una porta si apre un portone o come si dice in tutti quei casi in cui è meglio arrendersi all'evidenza e scegliere altre situazioni più fertili, colorate e prospere.
Buon fine settimana carissimi bloggers!